Sol.Co. Como
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SOL.CO. COMO

 

 Ci pare una opportunità rilevante parlare di consorzio territoriale delle cooperative sociali all'interno di questo momento programmatorio così importante di Confcooperative.

La struttura consortile altro non è infatti che il più potente strumento di azione strategico/imprenditoriale delle cooperative sociali socie di un territorio definito, all'interno del quale si programmano e si realizzano le politiche di sviluppo sociale dei territori.
E' evidente che un consorzio territoriale per esprimere al meglio le sue potenzialità, deve necessariamente sapersi collocare all'interno dei processi di programmazione politico sindacale di una Centrale cooperativa, come riferimento e garanzia di compimento delle reciproche mission.
E Sol.Co Como, dopo un lungo percorso di riflessione ha scelto Confcooperative e Federsolidarietà, come naturale ambito di riferimento politico della propria azione imprenditoriale, confermando così una consolidata realtà nazionale che vede la cooperazione di solidarietà sociale più rilevante, storicamente connessa e parte integrante dell'esperienza di Confcooperative.

Sol.Co Como nasce dall'unione di più esperienze consolidate sul nostro territorio, che finalmente hanno deciso di dare vita ad una esperienza unitaria, superando divisioni e diversità che non avevano più motivo di esistere in un contesto generale in grande trasformazione politica, legislativa, culturale ed economica, dentro il quale gli spazi per singole esperienze, anche eccellenti, si stanno riducendo sia in termini di sopravvivenza, ma anche di senso profondo dell'essere.

Il punto di incontro ed il comune denominatore delle singole esperienze che hanno dato vita al consorzio, è stato la condivisione del Codice Etico di Federsolidarietà, che pertanto dovrà rappresentare il riferimento fondamentale, in termini di declinazione in azioni concrete di questi valori fondanti, sia nelle azioni consortili che nelle strategie di sviluppo delle cooperative. Ci pare importante ricordare questi principi, perché laddove hanno trovato piena applicazione, hanno rappresentato il differenziale positivo che ha decretato il successo delle cooperative di solidarietà, rispetto ad altre forma di cooperazione più orientata ad una tradizione "lavorista":
· piccole dimensioni
· territorialità
· specializzazione
· porte aperte
· multistakeholder
· collaborazione e integrazione tra cooperative
· democraticità
Questi principi d'altra parte sono la declinazione operativa di quanto contenuto all'art. 1 della Legge 381/91, ovvero l'orientamento delle azioni delle cooperative sociali alla "comunità", che si affianca alla tradizionale missione mutualistica delle cooperative.
Le nostre quindi devono essere imprese fondate su una doppia catena del valore, quello economico e quello sociale, cosa non semplice da conciliare. 
Imprese sociali che producono ricchezza non solo economica, ma anche umana e sociale e soprattutto ricchezza che deve essere esternalizzata e destinata al territorio. 
E questo passaggio logico introduce con forza l'altro grande punto di incontro delle esperienze locali che hanno dato vita a Sol.Co Como, ovvero la consapevolezza che nella nostra cooperazione sociale la mutualità deve fare spazio al concetto di solidarietà, attraverso una definizione delle mission chiara e attraverso una messa in atto di azioni imprenditoriali trasparenti.

Se analizziamo attentamente i principi del Codice Etico in chiave di impresa, appare evidente la contraddizione con le regole normali delle imprese "for profit"; ci soffermiamo però sul primo dei principi, forse su quello più noto e più contraddittorio in termini di impresa, le piccole dimensioni. 
Questo principio contiene in sé la implicita necessità di organizzarsi in consorzi, spazi dentro i quali si recupera quanto di positivo (e per alcuni versi necessario) la grande dimensione porta all'impresa, sia in termini di maggiori potenzialità, che di efficacia e di efficienza. 
Al consorzio si giunge quando il livello di maturità delle singole cooperative sociali accresce e con esso accresce la consapevolezza che le azioni isolate sono destinate a soccombere e la loro capacità di modificare il contesto sociale è tanto maggiore quanto maggiore è la loro integrazione con altre piccole azioni locali. Il concetto che la somma è maggiore delle singole parti non è retorica, ma è un dato di fatto sperimentato a lungo in molte aree della nostra nazione.

Molte sarebbero le cose da aggiungere all'analisi delle motivazioni che hanno reso possibile la realizzazione di Sol.Co Como, ma crediamo più opportuno in questo momento dipingere i contorni del lavoro che il consorzio si prefigge di svolgere.
Riprendendo perciò il tema delle trasformazioni epocali che stiamo attraversando, che per quanto concerne il nostro settore derivano sostanzialmente dalla crisi del welfare state, che stiamo attraversando.
Le risposte che la nuova legislazione sulla materia sta producendo, vanno verso una "privatizzazione" dei servizi di sicurezza sociale (o sanitari), affidando al "mercato" le funzioni di regolazione prima affidate alla programmazione pubblica.
Il doppio binario che di fatto inizia a concretizzarsi, quello cioè di un settore privato "for profit", alternativo al pubblico, crea una sostanziale forbice tra i due comparti, dentro la quale la partecipazione dei cittadini, la sussidiarietà, non hanno spazi di espressione.
E' nostra convinzione che il terzo settore e nello specifico la cooperazione sociale abbia invece le caratteristiche genetiche per realizzare una nuova forma di welfare mix innovativo e sicuramente capace di rispondere ai bisogni di sicurezza sociale attraverso la propria capacità di attivare meccanismi produttivi e allocativi, sostanzialmente diversi da quelli dello Stato a della impresa tradizionale.
Una forma di welfare dove l'offerta di servizi non è più solo pubblica, ma in autonomia è prodotta da più soggetti del privato sociale e dove la domanda e quindi le risorse, sono espresse da una molteplicità di soggetti: il pubblico, i privati cittadini ed altre forme organizzative quali fondazioni, associazioni, ecc.. 
Un modello quindi svincolato dal tradizionale ruolo di uno Stato che gestisce le risorse e un privato, sociale e non, che le usa, ma che si apre a ruoli diversi, attiva risorse diversificate e si connette fortemente ai bisogni dei cittadini, rendendoli attori primari. 

Questo nuovo modello di welfare, porterebbe innumerevoli vantaggi, alcuni dei quali evidenti:
-maggiore aderenza alla domanda sociale (capacità di essere parte dei territori)
-maggiore sostenibilità (attivazione di risorse più ampie delle sole economiche)
-maggiore responsabilizzazione della società civile (partecipazione alla gestione degli stakeholders)

All'interno di questo disegno generale, che resta sullo sfondo, quelle che seguono sono le direttrici che il nostro consorzio vuole adottare prioritariamente:
-porsi come partner dell'Ente Pubblico nella interpretazione dei bisogni della comunità sociale e attivazione delle relative risposte in una logica di sussidiarietà e cittadinanza attiva, sia in termini di programmazione degli interventi, di orientamenti delle politiche sociali e di qualità dei servizi promossi;
-sperimetare risposte innovative e "solidali", cioè capaci di valorizzare e coinvolgere le forze vive della comunità sociale, stimolandola ad "autopromuoversi" ed a ricercare forme nuove ed efficaci di sinergia tra cittadini solidali, secondo criteri di condivisione ed efficienza e modelli di effettiva imprenditoria sociale;
-ricercare e scommettere, con fiducia e determinazione, sulle sinergie di rete, cercando sempre più di connettersi e connettere, a livello di reti locali e nazionali, sia le imprese sociali che le varie organizzazioni del terzo settore.

Concludo citando un passaggio di uno scritto tratto dal Documento Programmatico del Consorzio CGM, che ben sintetizza il pensiero di fondo a cui la nostra azione si ispira: "… ogni impresa sociale abita un piccolo luogo, e attraverso quel luogo abita il mondo e abitando il mondo lo cambia, e cambiandolo lo migliora, e migliorandolo lo riporta nelle mani dell'uomo che è il nostro traguardo".
A tutti noi va l'augurio di saper sempre più scommettere sulle "risorse deboli" della nostra società, per aiutarle a diventare sempre più risorse significative e profetiche della nostra comunità sociale, capaci di rendere evidenti le contraddizioni e di stimolarci a ricercare il senso più profondo e vero della nostra mission di cittadini solidali.